Piedi piatti: cosa sono, come riconoscerli e trattamenti

Non tutti i piedi sono uguali, ma ci sono alcune caratteristiche fondamentali per svolgere correttamente le loro funzioni. Quando una persona ha i piedi piatti, significa che presenta un arco plantare ridotto, il che può influenzare la camminata, la postura e altri aspetti.

 

Scopriamo insieme cosa sono, le cause e le conseguenze, i sintomi, i trattamenti e tutte le informazioni utili su questa condizione.

Cosa sono i piedi piatti?

Il piede piatto è una condizione in cui si verifica un abbassamento dell’arco plantare, con un’inclinazione dell’asse del piede verso l’interno.

 

È importante rivolgersi a uno specialista per identificare il tipo di piede piatto e il trattamento adeguato. Sebbene possa causare dolore, con una terapia corretta si può vivere normalmente. Il piede piatto nei bambini è molto comune: ecco perché è consigliabile una diagnosi precoce per evitare complicazioni future.

Sintomi dei piedi piatti

Oltre all’aspetto visibile (arco plantare ridotto), i sintomi possono includere:

 

  • Dolore nella muscolatura interna della gamba.
  • Dolore al dorso del piede per il cedimento della struttura.

Cosa causa il piede piatto?

Tutti nasciamo con i piedi piatti, ma di tipo flessibile, che normalmente si corregge con la crescita.

 

Negli adulti, può insorgere per una disfunzione del tibiale posteriore: il muscolo che sostiene l’arco smette di funzionare correttamente, causando un progressivo cedimento verso l’interno.

Diagnosi dei piedi piatti

Presso Podoactiva, la diagnosi si esegue tramite uno studio biomeccanico del passo e l’analisi dell’impronta con pedana baropodometrica.

 
Fondamentale è definire il “cognome” del piede piatto, cioè la sua classificazione:

 

  • Flessibile: l’arco compare con specifici test.
  • Semiflessibile: un test è positivo e uno negativo.
  • Rigido: l’arco non compare, neppure sotto stimolo.

Test diagnostici:

 

  • Test di Jack: si solleva l’alluce; se non compare l’arco, il test è positivo.
  • Heel Rise Test: in punta di piedi l’arco deve formarsi e il tallone deve spostarsi verso l’esterno; se non accade, il test è positivo.

Il piede piatto rigido può derivare da:

  • Astragalo in posizione verticale.
  • Coalizione tarsale (fusione anomala di ossa del tarso).

 
Il piede piatto semiflessibile può essere corretto con un trattamento conservativo.

Come si trattano i piedi piatti?

Nei bambini: È essenziale una diagnosi corretta. Spesso bastano esercizi specifici. Dai 4 anni, si possono usare plantari personalizzati per correggere l’allineamento e attivare correttamente la muscolatura. La chirurgia si valuta caso per caso. Negli adulti: I plantari personalizzati, come quelli realizzati con il 3D Scan Podoactiva, riducono le conseguenze del piede piatto. Anche qui si consiglia l’associazione con esercizi e stretching. La chirurgia è l’ultima opzione.

Chi può essere colpito?

Come detto, i bambini nascono con piedi piatti, senza distinzione tra maschi e femmine.

 
Negli adulti, sono più frequenti nelle donne, soprattutto dopo gravidanza o in menopausa, per il rilassamento dei legamenti che sostengono l’arco plantare.

Quali sono le conseguenze?

I piedi sono le fondamenta del nostro corpo. Tra le ripercussioni più comuni:

 

  • Stanchezza e sensazione di trascinare i piedi.
  • Gambe pesanti, dovute a cattiva circolazione o tensioni muscolari.
  • Problemi alle ginocchia, che si inclinano verso l’interno (ginocchio valgo).
  • Postura scorretta: il piede piatto può portare a un atteggiamento cifotico, con testa e spalle inclinate in avanti.

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